Il piano editoriale (PE) è uno strumento di lavoro che permette di pianificare una serie di contenuti utili da distribuire nei vari canali di promozione che un’azienda o un professionista può avere. Il piano deve essere flessibile per poterlo cambiare quando si verificano nuove circostanze e si spera, non sempre così eccezionali, come quella che stiamo vivendo del Coronavirus.
Ogni canale di promozione ha un suo piano editoriale. Il PE è solitamente utilizzato da chi decide di attivare una strategia di content marketing, ovvero distribuire in un preciso periodo degli argomenti utili al target di riferimento per invogliarli a servirsi del proprio servizio.
A monte c’è sempre una strategia, se sono un professionista dentista, e mi interessa spingere il servizio della prevenzione per una bocca sana, farò dei contenuti che spiegano al mio potenziale cliente, quali sono i vantaggi che potrebbe avere da un programma di prevenzione Bocca Sana, cercando di essere il meno commerciale possibile. Il piano editoriale è usato anche quando si costruiscono delle campagne a pagamento sui social, serve per calendarizzare i vari post commerciali.
Come scegliere i contenuti
La comunicazione di un servizio/prodotto ha un punto fermo: mettersi nei panni del target ponendosi la domanda: cosa può essere utile al mio pubblico? Questo per fare in modo che il tuo interlocutore possa identificarsi in un suo bisogno. Prendiamo il dentista sopra, può iniziare a costruire il suo piano editoriale partendo da queste possibili ipotesi di domande:
- Come andare al dentista il meno possibile
- Come mangiare i dolci ed evitare le carie
- Denti bianchi in 5 mosse
Come potenziale paziente mi interesserebbe leggere di questi argomenti perché sono questioni che mi pongo nel quotidiano.
Qual è l’effetto sul business?
Il dentista diventa una fonte autorevole, e il potenziale paziente se dovesse aver bisogno di un dentista è molto più facile che vada dal dentista citato piuttosto che da un perfetto estraneo. Tra gli altri, gli argomenti che possono arricchire un piano editoriale sono il racconto delle esperienze con i propri clienti, in cui il prospect potrebbe ulteriormente identificarsi.
Se parliamo di canali social, a questa lista di contenuti si possono aggiungere anche le condivisioni di articoli giornalistici particolarmente interessanti sempre per il target.
Flessibilità del piano editoriale
E se succede qualcosa che rende i contenuti pianificati invalidi? È il caso che stiamo vivendo, il Covid-19 ci ha messo nella condizione forzata di dover rivedere tutte le nostre priorità e questo sicuramente mette in discussione i contenuti programmati qualche mese fa.
Il piano deve essere flessibile!
In questo evento eccezionale, la strategia potrebbe essere osservare gli accadimenti per vedere come inserirsi con una comunicazione in linea con le nuove priorità. La natura così inaspettata del Covid-19 tra gli aspetti meramente negativi ha prodotto anche quelli positivi, tra questi, una “solidarietà digitale” quasi come si volesse sopperire l’isolamento sociale che stiamo vivendo. Basta consultare la piattaforma LinkedIn per osservare come moltissimi professionisti offrono delle consulenze gratuite a chi ne ha bisogno (io stessa ne ho messe a disposizione sul Personal Branding). Certo non mancano gli speculatori seriali, ma voglio pensare che sia solo una minima parte, e non è certo un esempio da prendere in considerazione.
In questo ciclone bisogna per forza rivedere il piano editoriale. Gli strumenti digitali ci permettono di entrare in comunicazione con le persone pur continuando a seguire le restrizioni governative, quindi perché non cominciare a lavorare su temi in linea con questo periodo e che riguardano ovviamente sempre le proprie specifiche competenze. Attenzione però se ci occupiamo di mele non possiamo parlare di pere perché rischiamo di incrinare la nostra reputation, dando l’idea di un brand frammentato e confuso.
Perché fare un piano editoriale
- Perché si crea una strategia a tavolino che sarebbe difficile se l’affidiamo alla mera casualità
- Avere banalmente su un foglio la pianificazione dei topic, dà la possibilità di cercare eventuali risorse a supporto e tenere sotto controllo un specifico topic
- Avere una visione d’insieme dei topic per capire se si sta andando nella direzione giusta rispetto all’obiettivo
- Cambiare se necessario strategia se si modifica il contesto o le condizioni in cui si opera.
- Ottimizzare i tempi da dedicare a quella specifica attività. Pensare prima, ti aiuta a non riprendere quell’attività più volte, se non per un semplice monitoraggio.
Gli elementi del piano editoriale
Un calendario, i contenuti, e i canali su cui diffonderli. Posto che ogni canale ha un suo piano editoriale graficamente potrebbe essere sintetizzato in questo modo:
Canale BLOG
Ogni pianificazione può riguardare un determinato periodo, quello più congeniale alla nostra organizzazione e strategia di business. Se si hanno dei collaboratori coinvolti, nel PE si aggiunge l’apposita colonna per l’assegnazione del compito.
In questo caso l’esempio sopra e riguarda il canale blog. Con una apposita rivisitazione gli stessi topic possono essere oggetto di un PE sui Social network.
Il piano editoriale fa parte di un disegno più ampio della singola azione di comunicazione che si vuole intraprendere. E’ sempre buona cosa cercare di coordinarlo con tutte le attività di comunicazione che si prevede di fare. Il motivo principale è che le singole iniziative di promozione fatte in modo isolato rischiano di ledere alla brand awarennes.
Strumenti per costruire il piano editoriale. Uno degli strumenti che uso per pianificare e programmare la pubblicazione del piano editoriale dei canali social è la piattaforma italiana PostPickr, che permette di collegare i propri canali social, e pianificare con comodità i propri post contemporaneamente.
Come gestire più social in contemporanea senza impazzire è una serata che ho organizzato sull’argomento.
Non perderti i nuovi post!
Ricevi una newsletter con gli ultimi articoli del Blog e della sezione Tolktolk, Conversazioni tra professionisti
Foto di Pexels da Pixabay