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E’ sempre molto bianco il foglio quando mi accingo a scrivere un comunicato stampa (cs), nel senso che è sempre difficile iniziare a scrivere. Scelgo l’argomento in accordo con il cliente e poi comincio a pensarlo tenendo conto sia di chi lo leggerà per primo, il giornalista, e sia del suo lettore. Non solo, ma tengo conto soprattutto del punto di vista del cliente.

Quest’ultimo tendenzialmente ti racconta le sue azioni epiche che lo rendono il leader in assoluto del suo settore, pensando di apparire così, come il migliore e interessante e solo per questo degno di un bellissimo articolo sul giornale.

Nella realtà: è uno dei tanti che cerca l’autoreferenzialità e per questo il giornalista non “ne vuole sapere mezza”

In questa situazione l’addetto stampa, cioè io! Deve fungere da mediatrice e fargli capire che la sua azienda ha tante cose importanti da raccontare ma vanno scritte e declinate in modo che possano risultare utili al giornalista. Dove per utile s’intende un contenuto informativo interessante, in gergo notiziabile. Ti consiglio di vedere un video sul mio canale Youtube dove ti racconto che cosa è un’informazione notiziabile.

I punti cardinali da sviluppare prima di scrivere un comunicato stampa

  1. Scelta dell’argomento. In accordo con il cliente scegliamo il contenuto in base all’obiettivo dell’azienda: lancio di un nuovo prodotto, oppure la promozione del libro che il founder ha  scritto su come gestire un’azienda di successo, etc.

  2. Individuazione del target. A quale giornalista interessa l’argomento prescelto? Questo serve per mettermi nel mood del giornalista e pensare a come lui potrebbe trarre vantaggio dal  cs.

  3. Ricerca informazioni, raccolgo il materiale sia dal cliente che googolando sulla rete per ricercare dati (con delle fonti attendibili) che possono aggiungere valore al contenuto del mio cliente. Se per esempio parliamo di smart working e donne, cerco studi su quanto lo smart working incide sulla vita delle donne o cose simili. Perché faccio questo? Per tre motivi: uno perché al giornalista solitamente piacciono i dati, due perché mi aggancio ad un fatto di attualità, terzo perché devo essere il meno autoreferenziale possibile.

  4. Vantaggi competitivi, un passaggio che fa parte del piano di comunicazione (dal libro Marketing e comunicazione non convenzionale. Guerrilla, virale, polisensoriale, emozionale di Tino Ferrari), mettiamoci in testa che anche quando scriviamo un cs facciamo marketing. Quando parliamo di aziende nei comunicati stampa è facile che il giornalista ci dirotti dal commerciale per farci acquistare uno spazio pubblicitario. Il nostro lavoro è evitare questo, e per farlo devo creare un contenuto che risponda alla domanda: Quale notizia può essere utile al giornalista? Questo mi permette di avere un articolo gratuito sul giornale perché il giornalista ha scelto di usarlo.

Se devo fare un comunicato stampa su un libro che parla di strumenti per la risoluzione dei conflitti all’interno di un’azienda e mi sto rivolgendo al giornalista che scrive su una rivista di ristorazione BtoB, inserirò nel cs qualche esempio di tool che abbia qualche attinenza con il mondo food. In questo modo dovrei agganciare quel tipo di giornalista con un contenuto potenzialmente utile per il suo lettore. Almeno questo è l’intento! Poi magari il cs passa lo stesso inosservato perché il giornalista è sommerso da centinaia di comunicati stampa. Ma questa è tutta un’altra storia.

In conclusione il comunicato stampa per avere più probabilità di essere pubblicato deve rispondere alla domanda principale da cui si sviluppa tutto il resto:

Perché il giornalista mi deve leggere?

Se vuoi scrivere un comunicato efficace chiamami per una chiacchierata.

 

 

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