Spesso l’azienda ha poco budget e decide comunque di fare ufficio stampa, magari chiedendo il preventivo per un comunicato stampa all’anno. Basta un comunicato stampa all’anno?
NO! È controproducente da un punto di vista comunicativo ed economico. Il primo assioma della comunicazione è NON PUOI NON COMUNICARE, questo significa che inviare un comunicato stampa con intervalli così diradati dà adito, lo stesso, ad una comunicazione, ed è sicuramente sfavorevole. Noi stessi quando non vediamo una persona da tempo, la prima domanda che ci viene in mente è chissà cosa gli è successo? E lo facciamo in un’accezione negativa. E’ la stessa cosa che pensa il giornalista e di conseguenza il suo lettore.
“La continuità comunicativa lascia l’idea forte che ci siamo, stiamo facendo delle cose e te le raccontiamo pure!”
Quanti comunicati è necessario inviare?
Quindi inviare solo un comunicato stampa in un anno significa pagare una cifra risicata all’inizio ma gli effetti collaterali possono essere nocivi per la brand awereness.
Il mio consiglio è partire da un minimo di quattro/cinque comunicati in un anno, poi è ovvio che bisogna contestualizzare il tipo di azienda, privata, pubblica, se si tratta di un evento, e così via.
Per esempio, per un’azienda pubblica come un piccolo comune, si ha una media molto alta siamo nell’ordine di almeno una trentina di comunicati stampa in un anno. Quando mi sono occupata dell’ufficio stampa del Comune di Argelato nel bolognese, erano diverse le notizie da comunicare all’esterno: dalla campagna sulla raccolta differenziata, alle iniziative varie per i cittadini. Oppure un evento nazionale di cultura come Smell, il Festival Internazionale dell’olfatto sono stati 3 i comunicati distribuiti nell’arco di 3 mesi, (avendo avuto cura di contattare anche le riviste mensili che hanno dei tempi di lavorazione molto più lunghi di un quotidiano), con 52 uscite su varie testate.
Nel caso di questo evento la cliente avrebbe potuto decidere anche di continuare con l’ufficio stampa in modo continuativo, giocando sui numerosi contenuti multidisciplinari del festival. Non facendolo non lede la sua brand awereness, perché il giornalista è abituato ad avere i contenuti una tantum proprio per il carattere di periodicità del festival.
Si possono prevedere le uscite?
Non puoi prevedere subito quante saranno le uscite sui media, e qualsiasi ufficio stampa lo faccia per incantare il cliente, non è serio! Questo perchè la pubblicazione della notizia dipende da diverse variabili:
- la professionalità dell’addetto stampa,
- la notiziabilità,
- la predisposizione del giornalista,
- la disponibilità di spazio nella testata,
- la disponibilità di tempo del giornalista ad ascoltare,
- la casualità dovuta (soprattutto se si tratta di quotidiani) alle emergenze di fatti che possono accadere improvvisamente e che offuscano qualsiasi altra notizia,
- etc.
Per intenderci se scoppia il Coronavirus è difficile che il quotidiano scriva del tuo evento, ha sicuramente delle notizie più urgenti di cui scrivere. Un cliente va studiato per capire quale può essere la strategia più giusta per i suoi obiettivi.
Quindi quando un cliente mi chiede il preventivo per un comunicato io gli dico di No per non fargli perdere tempo e danaro, però gli spiego anche perchè! Magari consigliandogli uno strumento di comunicazione diverso!
Un video sull’argomento
In linea di massima nella comunicazione le iniziative di promozione isolate vanno sempre evitate per sfuggire all’effetto di comunicare qualcosa di negativo.
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